Assisi, il borgo medievale

05/05/2021

Assisi, il borgo medievale

Oggi andiamo in Umbria alla scoperta di Assisi, una stupenda città che ti conquista con la sua magia e la sua pace, che si respira ad ogni angolo, mentre si passeggia tra le stradine e i vicoli caratteristici.
Luogo rustico, che profuma di un passato lontano e spirituale, Assisi è la città perfetta per un itinerario che unisce gastronomia, storia e religione. Alle pendici del Monte Subasio e a trenta chilometri da Perugia, questo è un borgo che ammalia il visitatore, traboccando di arte a cielo aperto. L’impronta medievale è ben visibile tra le viuzze che, sviluppandosi tra gli archi, le scalinate e le otto porte, percorrono la città diramandosi e svelandosi a chi le percorre con torrenziale energia. Assisi è un piccolo borgo medievale rimasto intatto per secoli. Ancora oggi è avvolto da una massiccia cinta muraria ed è dominato dalla mole della Rocca Maggiore e della grande Basilica. Qui, davanti alla bellezza delle piccole stradine, sembra che il tempo non sia mai trascorso.

Chi sceglie di visitare Assisi spesso lo fa attratto dalle meraviglie della Basilica di San Francesco, autentico tesoro architettonico, artistico, storico e culturale del nostro Paese e non solo, tanto da essere stato dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO. La doppia basilica è certamente il tesoro più prezioso del borgo umbro ma chi deciderà di raggiungere questa piccola perla adagiata sulle pendici del monte Subasio rimarrà conquistato da un luogo dalle innumerevoli attrattive che accoglie i suoi visitatori in una cornice dal fascino d'altri tempi in cui perdersi passeggiando alla scoperta di scorci incantevoli e riscoprire antiche tradizioni mai sopite ma, anzi, gelosamente tramandate di generazione in generazione. Non è un caso, dunque, che nella lista del Patrimonio Mondiale non sia stata inserita la sola basilica ma la quasi totalità del territorio di Assisi. E i viaggiatori che vorranno dedicare alla visita del borgo e dei suoi dintorni un interno weekend non faranno certamente fatica a comprenderne il motivo.

Ecco, dunque, quali sono le tappe da non perdere durante un soggiorno nella patria di San Francesco.
La nostra visita ad Assisi inizia dalla Basilica di Santa Chiara. L’edificio sacro era già stato completato quando nel 1260 fu trasferito da San Damiano il corpo della Santa, morta l’11 Agosto 1253. La chiesa, molto danneggiata dal terremoto del settembre 1997, è solo parzialmente visitabile. Molto belli sono gli affreschi ispirati alla vita della Santa che sono visibili nel presbiterio. La Chiesa conserva, oltre al corpo di Santa Chiara, in una cappella della navata destra, il crocefisso che parlò a San Francesco.
La seconda tappa è la meravigliosa Basilica di San Francesco. Edificata nel lontano XIII secolo, è costituita da due differenti livelli completamente diversi tra loro che danno la sensazione di trovarsi in due chiese ben distinte. La Basilica Inferiore, a cui si accede varcando i preziosi portali in quercia scolpiti da Niccolò da Gubbio, sfoggia magnifiche cappelle decorate con autentici capolavori. Quella intitolata a Santa Caterina venne commissionata dal cardinale Albornoz e ne custodisce le spoglie, quelle laterali vantano pregevoli dipinti realizzati da maestri del calibro di Giovanni da Cosma e Taddeo Gaddiò. La cupola è una vera e propria opera d'arte interamente affrescata da artisti come Simone Martini, Giotto e i membri della sua scuola. Al di sopra dell'altare maggiore campeggiano quattro grandi affreschi di Giotto raffiguranti le tre virtù della Regola francescana (Povertà, Obbedienza e Castità).
Al di sotto della Basilica inferiore si apre, infine, la cripta nella quale riposa la salma del Santo.
La Basilica Superiore non si rivelerà meno ricca di attrattive. Sulla sua facciata gotica spicca uno splendido rosone e, al suo interno, si potranno ammirare i suggestivi giochi di luce ed ombra creati dalle vetrate. Se le pareti superiori regalano uno splendido ciclo di affreschi di attribuzione ancora incerta (tesi contrastanti ne assegnano la paternità a Giotto o Cimabue) raffiguranti scene del Vecchio e del Nuovo Testamento, le pareti inferiori custodiscono il ciclo pittorico più rappresentativo dell'iconografia francescana realizzato da Giotto e dalla sua scuola.
E' composto di 28 scene che narrano la vita del Santo. Una volta terminata la visita non resterà alcun dubbio (se anche ce ne fossero stati) sul perché giungano ogni anno viaggiatori da ogni parte del mondo ad ammirare le bellezze di questa sorprendete doppia Basilica. Oltre alla Basilica intitolata al poverello d’Assisi vi sono comunque molti altri siti francescani che insieme alla città di Assisi sono stati dichiarati  Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco: dalla Chiesa di San Damiano dove si realizzò la conversione del Santo, all’Eremo delle Carceri alle pendici del Subasio che sorse intorno ad una grotta dove il Santo amava rifugiarsi per pregare; dalla Chiesa di Santa Maria di Rivotorto a Santa Maria degli Angeli con all’interno la cappella della Porziuncola dove Francesco stabilì di vivere intono al 1205 e dove fondò l’Ordine. In ogni angolo della cittadina si respira aria di santità, storia e arte. I luoghi di fede da scoprire nel borgo umbro e i suoi dintorni sono davvero numerosi e vantano tutti lunghissime storie da raccontare.

Ma i tesori di Assisi non sono soltanto quelli legati alla spiritualità e alla vita dei Santi che vi dimorarono.
Chi desidera, ad esempio, fare un vero e proprio tuffo nel medioevo, dovrebbe dedicare un po' del suo tempo all'affascinante itinerario attorno alle sue magnifiche mura, varcando le sette porte che si aprono lungo di esse. Da non perdere, inoltre, una sosta alla Rocca Maggiore dalla quale si gode di uno dei panorami più spettacolari dell'intera regione che spazia su tutta la città e parte della vallata circostante. E per chi raggiunge il borgo all'inizio del mese di maggio, l'appuntamento è con la manifestazione Calendimaggio, una delle più affascinanti rievocazioni storiche dedicate all'epoca medievale e alle sue tradizioni. Non bisogna dimenticare, infine, che l'Umbria è anche una terra di buona cucina.

La tradizione gastronomica locale è un trionfo di bontà che spaziano dai salumi e i formaggi, come il ciauscolo e il pecorino, al pregiato olio dal sapore fruttato sino al tartufo nero e alle numerose specialità dolci e salate, tra cui gli Umbricelli (chiamati dialettalmente umbrichi, umbrichelli o umbrichelle), grossi spaghetti fatti a mano, al tartufo o alla norcina, e la Rocciata, un dolce tipico di origine medievale ripieno di mele, nocciole, noci e uvetta. Il tutto da bagnare con gli inebrianti vini locali come l’Assisi Grechetto e l’Assisi Rosso.